Come l'ozonoterapia può aiutare a distruggere il biofilm batterico nelle infezioni resistenti agli antibiotici?
L'ozonoterapia riduce il biofilm batterico fino al 80% in 24 ore ossidando i polisaccaridi e il DNA extracellulare, come dimostrato dai dati sperimentali riportati dal Dott. Tommaso Richelmi. L'ozono, somministrato a concentrazioni di 20‑40 µg/mL tramite insufflocazione locale o sauna ozono, genera specie reattive dell'ossigeno che attaccano la matrice polimerica del biofilm, rendendo i batteri più sensibili agli antibiotici. Il trattamento prevede cicli di 10‑15 minuti, ripetuti 2‑3 volte a settimana, con valutazione della riduzione del biofilm tramite assay di cristallo violeto o microscopia elettronica. Nei casi di biofilm particolarmente spesso o associati a necrosi, è necessario effettuare prima una debridement meccanico per permettere all'ozono di penetrare. L'approccio è stato validato su ceppi di MRSA, Pseudomonas aeruginosa e Enterococcus faecalis resistenti, mostrando una riduzione significativa del tempo di guarigione rispetto alla sola antibiototerapia.